Giusto ieri, sono andato al cinema per vedere Jumanji. No, non ha nulla a che vedere che quello di Robbie Williams quindi mettetevi gli animi in pace. Ho deciso quindi di recensire questo lungometraggio per voi.

Trama

I quattro ragazzi: Spencer, Martha, Anthony e Bethany per una ragione o per l’altra si ritrovano in punizione a dover ripulire lo scantinato della scuola. Durante l’operazione troveranno una vecchia console con un gioco di nome “Jumanji”. Per ammazzare il tempo decidono di provare a giocare ma il gioco non sembra essere uno qualunque infatti trasferirà i quattro proprio dentro il gioco, i loro corpi, le loro voci e le loro abilità cambieranno in base al personaggio che avevano scelto prima di cominciare la partita. Qui scopriranno di avere tre vite e che se dovessero finirle, probabilmente, morirebbero. Nigel, un PNG, li introduce a questo nuovo mondo virtuale e spiega loro che dovranno riportare un gioiello nell’occhio di una pantera al centro della giungla che costituisce Jumanji. Tra mille peripezie raggiungeranno la pantera e riusciranno a finire il gioco.

Cosa ne penso

In questi anni è evidente che le varie case produttrici non hanno più molte idee e le rivisitazioni o i remake di vecchi film vanno per la meglio, a molti la cosa dispiace, a me no. Penso che sia interessante il modo in cui abbiano pensato il nuovo film di Jumanji, se una volta i due fratelli avevano imparato qualcosa dalla loro avventura, lo hanno fatto anche in questa i quattro adolescenti ma con tematiche più odierne da cui possiamo trarre ispirazione tutti ogni giorno. C’è anche da dire che è stato intrigante il modo in cui hanno “usato” le vite nel gioco, insegnandoci a non attaccarci troppo alle cose proprio come ci spiega Yoda!

Conclusione

Penso che il film sia stato molto divertente e coinvolgente, rendendoci una morale interessante che varia di persona in persona. E’ ovvio che non posso considerarlo un film vero e proprio, certo ha la sua dignità ma per i miei standard questo è un po’ poco, comunque ho deciso di dare 68/100. Spero di avervi allietato con questa piccola recensione, al prossimo articolo, con affetto: Eich.


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